S-culturando

Scostanza. Più che un fatto, un indole...

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martedì, 15 luglio 2008

...senso di abbandono...

Postato da: Sculturando a 15:08 | link | commenti |

venerdì, 11 luglio 2008

Ancora qui. Lanciato come una cometa senza la coda. A velocità folle incontro a quello che sarà. Già perchè mica lo so che sarà. Intanto vado. L'ho sempre pensato. L'ho sempre fatto. Talmente lanciato da sembrare convincente, come se avessi la certezza che laggiù in fondo ci sarà pure un riconoscimento per l'impegno profuso. Tutte cazzate lo so.

Sono successe cose nel frattempo. C'è stato l'addio al celibato più folle che potessi immaginare, ad esempio. No niente donnine ignude che escono ammiccanti da una torta, ma una notte in un rifugio a 2500 s.l.m. che ci è costato una fatica colossale. Quasi 5 ore di marcia a tratti drammatica con il futuro sposo preda di crampi alle gambe proprio in quel punto del percorso dove "indietro non si torna e avanti non ce la fai più". Io ho arrancato nelle retrovie per buona parte del tempo, impegnato a scavare dentro me stesso per mettere un piede dietro l'altro, per arrivare lassù, conscio di un piattone di pizzoccheri fumanti (che poi per la stanchezza non sono nemmeno riuscito a mangiare!!!). L'ultima parte poi ha regalato neve ghiacciata dove sprofondare, ghiaioni dove surfare, catene dove attaccarsi. Ho conosciuto una certa disperazione. Mi sono detto "non ce la faccio più". Ma lassù ci sono arrivato. Ci siamo arrivati tutti e 6. E da lassù, dal rifugio, abbiamo guardato il mondo dal suo tetto. E abbiamo visto le nuvole risalire dal lago lungo la montagna, scavallare la cima e dissolversi contro l'aria calda che proveniva dall'altro versante; e abbiamo ascoltato il silenzio più profondo, visto l'alba alle 4.30 del mattino e dormito (pochissimo) in una camerata di 30 posti letto che assomigliava più ad una stalla. I nostri animi erano altissimi. Come quelle montagne.

E poi c'è stato il matrimonio qualche giorno dopo. Poetico. Immerso nelle campagne in un borgo contadino sopravvissuto a sè stesso dove tra cascinali e mucche si trova una compagnia teatrale che ci ha offerto lo spettacolo più trasognato che abbia mai visto. Siamo tornati tutti bambini mentre ci dividevano in gruppi e ci accompagnavano nelle varie stanze di una vecchia casa - quella che fu la scuola elementare del borgo - ciascuna addobbata nei modi più strani. Fate e folletti, alberi musicanti, case sugli alberi, sogni e pappagallini-messaggeri. Incredibile. Buffo. Fanciullesco.

Una manciata di passato s'è fatto sentire ultimamente. Persone che ho cercato io e persone che mi hanno cercato. Un vecchio collega col quale avevo fatto la mia prima vacanza in Spagna, una cara amica che ha messo su famiglia. Una squinternata che non risponde mai ai miei richiami che forse non ricorda nemmeno più che siamo stati insieme per più di due anni. E poi incredibilmente mi ha chiamato Protagonista. Abbiamo chiaccherato una mezzora facendoci un pò di aggiornamenti di vita vissuta. Ha provato a chiedere velatamente il perchè non mi fossi più fatto sentire ma ha trovato un bel muro di sarcasmo che non ha provato a valicare. Stranito ma non contento della chiamata. I pugni di mosche non fanno mai piacere a nessuna delle due campane.

E in tutto ciò stamattina mi sono accorto che Splendore ha dormito sdraiata sui frantumi di una sua lente a contatto. Come minimo ieri sera togliendosi le lenti al buio non s'è accorta che una le è rimasta appiccicata da qualche parte...

E adesso che ho scritto così tanto ho paura di cancellare tutto. Così pubblico. Poi magari continuerò. Cià

Postato da: Sculturando a 11:40 | link | commenti |

venerdì, 20 giugno 2008

".....ma ti immagini avere una stanza dedicata allo stiro e alle scarpiere??"

"...Beh è la stanza che magari poi occuperà nostro figlio!"

"......."

Siamo abbracciati nel buio. Un brivido caldo lungo la schiena. Prospettive si aprono.

Postato da: Sculturando a 11:54 | link | commenti (1) |

giovedì, 19 giugno 2008

..non so se viene prima la casa per le vacanze o la casa per andarci a vivere...

Ora decido ma alla fine oggi faccio entrambe...

Postato da: Sculturando a 17:42 | link | commenti (2) |

martedì, 17 giugno 2008

Oddìo che pensieri disarmanti che girano in questi giorni...  Mi sento spaesato. Non vedo più chiaro il mio futuro. Sento troppe persone a me vicine che se stanno andando a rifarsi una vita da un'altra parte. Lontano. Chi da solo, chi almeno in due, chi è già andato (vedi lo scorso w-e Parmense) e chi come me, rimane a guardare. Il fatto che me ne freghi sempre meno del mio lavoro è un segnale di allarme totale. E non me ne frega niente nemmeno del fatto che dovrei preoccuparmi! Il che mi consola. :-D Ok sono da curare. E' che andrei. Non da solo, questo almeno no. Una certezza ce l'ho e non è poco. Una domanda da due soldi mi rimbalza insistente:  cosa voglio fare della mia vita?

Postato da: Sculturando a 15:54 | link | commenti (1) |

venerdì, 13 giugno 2008

...fa effetto sentirsi dire: "Ciao, è stato un piacere conoscerti!"...

Postato da: Sculturando a 17:44 | link | commenti |

giovedì, 12 giugno 2008

Prima è entrato un elettricista bergamasco che sta, con alcuni colleghi, montando nei nostri uffici in cantiere un impianto di allarme, dopo che domenica notte i soliti ignoti ci hanno indebitamente fottuto un plasma da 37'' e sto paio di piccì! ...accento che lascio all'immaginazione condito da una vaghissima ironia... "scusa se ti disturbo mentre sei così impegnato sul lavoro..." . Stavo giocando a scacchi contro il computer.

...E me le stava pure dando...

Postato da: Sculturando a 17:22 | link | commenti |

martedì, 10 giugno 2008

Giorni di pubbliche relazioni. IO!! Pazzesco... Comunque.. è un pò che saltano fuori mie conoscenze che o per campare o come divagazione, dipingono. E il buon vecchio Architetto-Barman se li vuole intortare tutti per organizzare un'esposizione in un posticino fighetto sui navigli, dove ha recentemente lavorato. Un pub che è anche una galleria d'arte. E io faccio da tramite. Così pochi giorni fa ci abbiamo portato A. dalla provincia alcolica e domenica invece abbiamo incontrato il mio ex collega di studio che per le sue origini partenopee chiamerò "O pittore"! Stasera lo porteremo nel locale a incontrare i gestori ma ci saranno oltre a me e Splendore anche tutta una cricca di pittori... Male che vada viene fuori un salottino molto Bohemiènne! E poi giovedi organizzo una cena toscana... boh.. non mi sento tagliato ma mi piace. So che sono piccolezze ma prendere la cornetta in mano a volte mi costa un certo sforzo di "dis-orsamento"! A ciascuno le sue. Comunque O pittore è esaltato e molto ansioso che la cosa possa avere un qualche risvolto pratico e per altro continua a ringraziarmi per l'interessamento, ghignando come una matto quando vede la mia reazione imbarazzata! Di conseguenza stasera salto calcetto. Il che, vista la mia ultima prestazione, non è affatto fuori luogo... 

Postato da: Sculturando a 11:31 | link | commenti |

domenica, 08 giugno 2008

Porca miseria... E' stato strano e bellissimo. Dopo anni di quella lontanza che non so nemmeno se definire fisica o mentale. La voce è sempre lì, riconoscibilissima. La figura pure, anzi di più. Storie di vita, un abbraccio rubato alla bell'e meglio e un passaggio giusto per uscire da quella zona inquietante. Progetti da portare avanti nonostante tutto. Mica facile.. Certe alchimie in fondo rimangono sempre lì, anche solo per un solo istante, a farsi assaggiare ancora. Un ricordo di una stretta allo stomaco che non ci si può più concedere tempo. Non è più IL tempo. Però che bello..

Postato da: Sculturando a 10:26 | link | commenti |

venerdì, 06 giugno 2008

Mezza giornata libera ieri. Un pomeriggio tutto mio che da oggi un collega starà a casa per una settimana e saremo solo due a coprire tutti i turni. Nel pomeriggio di ieri sono finito in una banca nella Big City per fare un bonifico... problemi di rete della banca... mi trovavo in zona università. Diluviava ed io indossavo una giacca a vento più da autunno che estiva, ma pioveva davvero tanto... e dovevo tenerla chiusa per non inzupparmi. Ho fatto due passi dopo aver fatto sanguinare il mio povero e affranto conto bancario.. e sono finito quasi senza premeditarlo davanti alla mia università. Architettura. Saranno quanti anni che non ci metto piede?? Boh... comunque tanti. Nel frattempo ero fradicio di pioggia fuori, sudatissimo dentro e coi capelli appiattiti dal cappellino. L'ombrello ovviamente lo tengo in luoghi irrangiungibili. Soprattutto se piove. In pratica avevo un aspetto inquietante. Ho infilato l'ingresso e ho cominciato a girovagare per le aule e i corridoi pieni di studenti più o meno indaffarati. Non era malinconia quella che mi ha spinto a vedere dopo anni la mia università. O meglio... pensavo che fosse così ed invece non mi ha colpito come pensavo. Mi sono sentito semplicemente di pensare: ci sono già passato, ho dato quello che dovevo e forse e raramente qualcosa di più. Una vita di ricordi che appartengono con grande serenità, al mio passato. Ma una cosa mi ha colpito. Tutti quei ragazzi sparsi in decine di aule presi dai loro progetti davanti ad altrettanti computer portatili. Qualcuno ogni tanto si girava verso di me con una vaga espressione del tipo "E questo di cazzo è?" . Crocchie di studenti affacciati sugli schermi coi loro programmini, i loro rendering e le prospettive tridimensionali. Ma ce ne fosse stato uno, uno solo che tenesse in mano una matita e un foglio sul quale stesse disegnando...  Io forse sono in questo senso di un'altra generazione. L'università si stava cominciando ad attrezzare al massiccio uso del portatile e le aule computer stavano aumentando, ma pochi corsi ne prevedevano l'utilizzo.  Il cad l'ho dovuto imparare quando ho cominciato a lavorare dopo la laurea e qualsiasi di quei ragazzi ne sà probabilmente molto più di me. Dal liceo e per tutti i miei studi, le mie belle tavoline me le sono disegnate per benino sul tecnigrafo e con nottate indimenticabili ed anzi vedevo mica tanto di buon occhio il computer. Ma almeno ho imparato a disegnare e il computer per me è uno strumento fantastico, veloce e duttile, ma comunque pur sempre uno strumento. Si può diventare architetti senza aver imparato a tenere in mano una matita?

Postato da: Sculturando a 12:21 | link | commenti |